Il Combattente

 

 

Il Blog della Fondazione Comandante Libero

 

Si legge come un giallo, ma è un'opera di attenta e notevolissima filologia...

06.05.2015

 

E’ finalmente uscito l’attesa Edizione critica del Rapporto Tabarri, il documento “centrale” sulla cui base per anni è stata ricostruita la storia della Resistenza in Romagna. Pubblichiamo in anteprima un estratto dalla Prefazione di Marcello Flores (direttore scientifico dell’INSMLI, massimo Istituto di ricerca storica sulla Resistenza in Italia):

 

Questo nuovo volume della Fondazione Riccardo Fedel-Comandante Libero s’inserisce in un lavoro di lungo periodo che, motivato dalla volontà di restituire la verità alle vicende (di vita e di morte) di un personaggio centrale ma a lungo rimosso nella storia della Romagna, ha scelto la strada della ricostruzione storica documentata, dell’analisi critica delle fonti, del dibattito storiografico aperto ma vincolato alla serietà e professionalità della ricerca.
Il volume che viene adesso pubblicato è sostanzialmente un’opera di attenta e notevolissima filologia applicata al documento centrale – il rapporto Tabarri – su cui per tantissimo tempo si è fondata ogni lettura e interpretazione della Resistenza in Romagna dal 1943 alla fine del 1944.
Al di là della precisa analisi condotta con acribia e intelligenza il lavoro di ricostruzione del rapporto Tabarri si legge a tratti come una sorta di romanzo d’avventure o di romanzo giallo: tanti, infatti, sono i documenti che vengono presi in esame o che emergono nel corso dell’indagine o che determinano alla fine la formulazione di una ipotesi che risulta convincente.
Il complesso e lungo lavoro per ripristinare la verità filologica del rapporto Tabarri ha avuto come risultato secondario – ma primario ai fini del compito prefissato – quello di (ri)trovare una documentazione aggiuntiva rispetto a quel testo finora unico, nel raccontare le vicende della Resistenza in terra di Romagna. Questa documentazione è quella che è stata rinvenuta presso il Fondo Cucchi, che si trova nelle carte dell’archivio dell’Irsifar (Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza) e che ha costituito la fase finale del lavoro compiuto da Nicola Fedel e Rita Piccoli.
Che questo libro esca nel 70° anniversario della liberazione della Romagna è un segno tangibile di come, ormai da tempo anche se non sempre in modo omogeneo, si sia abbandonata la retorica della celebrazione e si sia deciso di affrontare le vicende della Resistenza attraverso la strada della ricerca storica, dell’accumulo e messa a disposizione della documentazione, della trasmissione e divulgazione dei risultati acquisiti sia in forma di pubblicazione che di divulgazione presso il grande pubblico o di attività didattica presso gli studenti. In quest’ottica il presente lavoro non costituisce certo un punto d’arrivo definitivo, ma un momento di partenza – importante e qualificato – per una riappropriazione documentaria utile a ripensare complessivamente alcuni aspetti della storia della Resistenza in Romagna e permetterne quindi in futuro una nuova, più completa e più attendibile narrazione.
Di questo, in realtà, si avverte ormai la necessità anche a livello nazionale. (Marcello Flores, direttore scientifico dell’INSMLI)

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